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PMPRODUCTIONS

20 settembre 2026 · 6 min di lettura

Come preparare demo e stem per il mix

Metà dei problemi di un mix online nasce prima che venga mandato un solo file. Un quarto d'ora di preparazione fa risparmiare giorni, e di solito anche soldi.

Quando gli stem arrivano preparati bene, il mix parte subito. Quando non lo sono, il primo giorno se ne va in email: qual è il raddoppio, perché la chitarra del ritornello entra tre battute dopo, questo basso è il DI o l'ampli. Niente di tutto questo è difficile da evitare, e non è colpa tua: queste cose non te le insegna nessuno. Ecco tutto quello che serve.

Esporta tutto dallo stesso punto di partenza

È la regola che conta più di tutte le altre. Ogni file deve cominciare nello stesso istante, battuta uno movimento uno della sessione, anche se lo strumento entra solo all'ultimo ritornello. Così chi mixa trascina tutto a zero e l'arrangiamento si allinea esattamente come l'hai costruito.

Se invece ogni file parte dove entra la parte, qualcuno deve ricostruire la tua sessione a orecchio, e qualcosa finirà fuori di qualche millesimo. È così che una band precisa comincia a suonare storta dentro un mix.

Un file per parte, non per plugin

Esporta un file mono o stereo per strumento o voce: cassa, rullante, panoramiche, basso DI, basso ampli, chitarra ritmica sinistra, ritmica destra, solista, voce principale, raddoppio, armonia uno, armonia due. Tieni separate le parti che fanno lavori diversi e unite quelle che sono una sola esecuzione: una coppia stereo di panoramiche è un file, non due.

  • WAV a 24 bit, alla frequenza di campionamento della sessione. Non convertire.
  • Lascia un po' di headroom: picchi intorno a -6 dBFS vanno benissimo, e niente deve clippare.
  • Niente processing sul master bus. Nessun compressore di mix, nessun limiter, nessun plugin di loudness.
  • Tieni il processing che fa parte del suono: l'ampli della chitarra, il patch del synth, quel delay voluto. Quelle sono l'esecuzione.
  • Togli il processing che è un tentativo: l'equalizzazione correttiva di cui non eri sicuro, il compressore rimasto acceso per sbaglio.

Dai ai file nomi che capisca anche uno sconosciuto

Audio 12_bounce_finale_v3 non dice niente a chi mixa. Chiama i file come li descriveresti a voce: 01 Cassa, 02 Rullante Sopra, 03 Rullante Sotto, 10 Basso DI, 20 Chit Ritmica L, 40 Voce Lead, 41 Raddoppio Voce. I numeri davanti li tengono in ordine in qualsiasi cartella.

Manda sempre il provino

Il tuo provino è il file più utile della cartella, anche quando tecnicamente è un disastro. È lì che vive la tua intenzione: quanto alta senti la voce, quale chitarra per te è quella importante, quanto deve essere grande il ritornello. Chi mixa con il tuo provino lavora verso il tuo disco. Chi mixa senza, tira a indovinare.

Aggiungi le informazioni noiose

  • Il tempo, e la griglia se il pezzo si muove.
  • La tonalità, se la conosci.
  • Due o tre brani di riferimento, con una riga su cosa ti piace di ognuno.
  • Una nota su quello che già sai essere debole, così nessuno perde tempo a essere gentile.

Di cosa non preoccuparti

Non intonare, non allineare e non ripulire le take prima di mandarle, a meno che tu non le voglia davvero così sul disco: quel lavoro fa parte del mestiere, e disfare un editing esagerato richiede più tempo che farlo bene una volta sola. Non normalizzare. Non esportare MP3 sperando che non si noti. E non rimandare l'invio perché una parte non è perfetta: dì quale, e riceverai una risposta onesta su se vada rifatta.

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